Introduzione al presente lavoro

•Aprile 11, 2008 • Lascia un Commento

Il contenuto di questo lavoro è il risultato di un lungo processo di ricerca e reminescenza.

Non trovando adatta al momento alcuna forma per presentare l’oggetto di questo atto di indagine e memoria, si è preferito lasciare parlare le sole immagini, nella speranza che esse inneschino lo stesso meccanismo  evocativo stimolando la conoscenza stipata nella memoria cellulare dell’ospite di queste pagine.

Questo lavoro non è in alcun modo un invito ad usare droghe, semmai esso propone un nuovo – antichissimo – approccio a questo rapporto problematico. Voler ignorare l’esistenza di questo rapporto signfica voler ignorare uno dei bisogni fondamentali della natura dello spirito umano: il bisogno dell’estasi, ed una delle più belle storie di alleanza tra l’uomo ed il cosmo: la storia estatica delle piante sacre o di potere.    

In quanto ricerca, i contenuti proposti sono solo un punto di partenza a cui ognuno potrà, con ulteriori approfondimenti, dare il suo contributo stimolando così nello stesso tempo la possibilità del ritorno di quella conoscenza che millenni di storia hanno cancellato, negato, estirpato dalla nostra cultura.

Buon incontro.

Un libro consigliato

•Marzo 11, 2008 • 2 Commenti

Vi consiglio di leggere una ricerca storiografica estremamente interessante che in questi giorni mi è tornata tra le mani, si tratta del libro “I Benandanti” di Carlo Ginzburg, edito dalla Einaudi. Sebbene non abbia un collegamento diretto con le piante sacre, ricostruisce in maniera avvincente un frammento del processo che ha portato alla rimozione-trasformazione di senso della conoscenza estatica europea.

Buona lettura! 

Sai cos’è questo?

•Febbraio 11, 2008 • Lascia un Commento

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Questo oggetto nella foto è un tappetto per siringhe, raccolto in un luogo dove un tempo la gente dalle mie parti si andava a bucare. Probabilmente risale agli anni ‘80. Io vorrei che questo tappetto per siringhe diventasse il monumento al dolore di una generazione, affinchè nessuna altra venga più bruciata in quel modo. Parlerò di droghe sì, ma in un modo che finora non è stato mai  usato. Non userò mai più la parola droga, ma pianta sacra, o meglio potere. E vi spiegherò quanto sia sbagliato assumere fisicamente ( in qualsiasi modo voi lo facciate ) una pianta o sue parti che sono un potere.

Cos’è un potere? Un potere è una intelligenza dell’ universo che può insegnare agli uomini, dare loro consigli sulla vita. Per entrare in contatto con esso non c’è bisogno di ferirlo, tritarlo, trattarlo chimicamente, bruciarlo etc.; basta fargli sapere che vogliamo conoscerlo e diventare suoi intimi. A scuola non vi hanno raccontato come stanno le cose. Il mondo è vivo attorno a noi, il mondo è energia intelligente e chiede rispetto se vogliamo farne parte da uomini,e non da zombi.

Nella storia diverse genti hanno avuto a che fare con diversi poteri. Tu che fumi l’eroina, sei proprio così sicuro che il tuo spirito sia connesso alla pianta sacra del Papavero? Può darsi che il potere a cui sei legato sia un altro, e comunque stai offendendo Papavero. Ognuno di noi deve compiere un difficile cammino di memoria, per ricordare la propria affiliazione spirituale e genetica. Per esempio per moltissimi europei del Mediterraneo la pianta sacra di appartenenza non è la vite ( quindi l’ alcool più in generale ), eppure tutti ci hanno fatto sempre credere che il  vino fosse la bevanda sacra ai popoli mediterranei. Prendete la Marjuana. Quante offese deve subire ogni giorno il suo spirito, questa pianta che è stata così sacra per intere nazioni.

Fin quando non faremo chiarezza sulla storia delle piante sacre e del loro rapporto con noi, non potremo dirci mentalmente liberi. Semplicemente continueremo a bruciarci in un mondo di bugie, affari colossali, danni al nostro corpo fisico ed alla nostra aura. Se avete il coraggio di seguirmi, vi condurrò a delle informazioni che non sono tollerate in questo mondo, semplicemente perchè queste informazioni ristabiliscono il giusto rapporto con i poteri ( le piante sacre ), la gioia di vivere e voi, che siete la cosa più importante.

E’ tempo di raccontare la verità, è tempo che i ragazzi sappiano e lottino per una nuova comunità del rispetto, della venerazione, della conoscenza. Una disciplina della gentilezza, del potere, della contemplazione. E per alcuni una padronanza dell’estasi spontanea, che è la più grande eredità della nostra cultura e della nostra storia.

N.B. Il messaggio che attraversa tutte queste pagine invita chiaramente a NON ASSUMERE sostanze, di qualsiasi natura esse siano. Ogni diversa interpretazione è responsabilità del singolo e di esso soltanto.

Alcuni commenti al lavoro

•Febbraio 11, 2008 • 5 Commenti

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