Non ho mai fumato sigarette, fatto uso di sostanze stupefacienti di nessun genere, neanche una volta e … non conoscevo neanche l’uso della caffeina e del cioccolato fino a quando non è nato il mio bimbo. A 36 anni ho iniziato a prendere il caffe, in realta uno al giorno, molto poco rispetto alla media, ma con molti effetti collaterali. Tutti mi dicono che sono di origine psicologica e che è così solo per me, ma io non credo sia vero, credo che siamo in generale così inquinati da non renderci conto dei danni che queste sostanze fanno ai nostri organi nello specifico soprattutto ai reni e al fegato. Per me sono percezioni molto chiare; nonostante questo la mia mente riesce ad imporsi ogni giorno al mio cuore e farmi assumere una sostanza che mi porta via, e sottolineo mi porta via, una quantità di energia incredibile. Sia perchè non riesco ad imporre la mia volontà con conseguenza di sensi di colpa (detrattori di energia), sia perchè hanno un’azione fisica di depauperimento generale del fisico.
Vi lascio questo link così da poter verificare gli effetti della caffeina: http://www.veganitalia.com/modules/news/article.php?storyid=572
Grazie Silvia, il tuo contributo aiuta a costruire consapevolezza. Penso che molti di noi se non tutti sentano ad un certo livello che la sostanza che stanno assumendo non va, ma la forza dell’accettazione sociale o delle necessità quotidiane relega quella voce nell’angolo buio della coscienza. Al contrario, invertire la tendenza e dare voce alla nostra intuizione sul cibo e sulle sostanze stimolanti che assumiamo è il primo passo per renderci conto di questa incredibile storia dei cibi e delle droghe che tanto contribuisce a distruggerci ed a tenere basso il livello medio della consapevolezza umana.
Penso che la consapevolezza stia anche e soprattutto nella misura. Voglio dire: è così utile accorgersi della differenza come dice Silvia! Ma che senso ha accorgersene se poi si diventa schiavi???.. Credo che sia importante, tra l’essere puristi e i momenti in cui non lo si è, soprattutto sapersi barcamenare. Stare in piedi. Credo che non sia il tabacco o il cioccolato o il the o la pasta o qualsiasi cosa ci aspetta dietro l’angolo: siamo noi. Il problema è la dipendenza. Il non saper fare a meno. Questo è terribile. Perchè, allora essere puri da 36 anni che senso ha se poi uno relega la tua capacità di cura di se stesso a zero? Possiamo scegliere. Imparare a sentire con lentezza il gusto delle cose e di noi stessi. E sarebbe già una cosa meravigliosa
Può darsi che bere una tazza di caffè al mattino davanti alla finestra in una giornata d’inverno sia un gesto di una incredibile poesia.
Il problema è ricostruire i rapporti strutturali che queste sostanze hanno nel nostro tempo con la consapevolezza. Infatti modificare la posizione rispetto al nostro sistema di classificazione anche di uno solo di questi stimolatori provoca inevitabilmente una crescita di consapevolezza. Ed una crescita di consapevolezza significa invariabilmente accedere a livelli più raffinati e più profondi di comprensione della realtà. La realtà delle piante sacre è negata dallo stesso uso ( ed abuso ) che noi ne facciamo al giorno d’oggi.
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Non ho mai fumato sigarette, fatto uso di sostanze stupefacienti di nessun genere, neanche una volta e … non conoscevo neanche l’uso della caffeina e del cioccolato fino a quando non è nato il mio bimbo. A 36 anni ho iniziato a prendere il caffe, in realta uno al giorno, molto poco rispetto alla media, ma con molti effetti collaterali. Tutti mi dicono che sono di origine psicologica e che è così solo per me, ma io non credo sia vero, credo che siamo in generale così inquinati da non renderci conto dei danni che queste sostanze fanno ai nostri organi nello specifico soprattutto ai reni e al fegato. Per me sono percezioni molto chiare; nonostante questo la mia mente riesce ad imporsi ogni giorno al mio cuore e farmi assumere una sostanza che mi porta via, e sottolineo mi porta via, una quantità di energia incredibile. Sia perchè non riesco ad imporre la mia volontà con conseguenza di sensi di colpa (detrattori di energia), sia perchè hanno un’azione fisica di depauperimento generale del fisico.
Vi lascio questo link così da poter verificare gli effetti della caffeina: http://www.veganitalia.com/modules/news/article.php?storyid=572
Grazie Silvia, il tuo contributo aiuta a costruire consapevolezza. Penso che molti di noi se non tutti sentano ad un certo livello che la sostanza che stanno assumendo non va, ma la forza dell’accettazione sociale o delle necessità quotidiane relega quella voce nell’angolo buio della coscienza. Al contrario, invertire la tendenza e dare voce alla nostra intuizione sul cibo e sulle sostanze stimolanti che assumiamo è il primo passo per renderci conto di questa incredibile storia dei cibi e delle droghe che tanto contribuisce a distruggerci ed a tenere basso il livello medio della consapevolezza umana.
Penso che la consapevolezza stia anche e soprattutto nella misura. Voglio dire: è così utile accorgersi della differenza come dice Silvia! Ma che senso ha accorgersene se poi si diventa schiavi???.. Credo che sia importante, tra l’essere puristi e i momenti in cui non lo si è, soprattutto sapersi barcamenare. Stare in piedi. Credo che non sia il tabacco o il cioccolato o il the o la pasta o qualsiasi cosa ci aspetta dietro l’angolo: siamo noi. Il problema è la dipendenza. Il non saper fare a meno. Questo è terribile. Perchè, allora essere puri da 36 anni che senso ha se poi uno relega la tua capacità di cura di se stesso a zero? Possiamo scegliere. Imparare a sentire con lentezza il gusto delle cose e di noi stessi. E sarebbe già una cosa meravigliosa
Può darsi che bere una tazza di caffè al mattino davanti alla finestra in una giornata d’inverno sia un gesto di una incredibile poesia.
Il problema è ricostruire i rapporti strutturali che queste sostanze hanno nel nostro tempo con la consapevolezza. Infatti modificare la posizione rispetto al nostro sistema di classificazione anche di uno solo di questi stimolatori provoca inevitabilmente una crescita di consapevolezza. Ed una crescita di consapevolezza significa invariabilmente accedere a livelli più raffinati e più profondi di comprensione della realtà. La realtà delle piante sacre è negata dallo stesso uso ( ed abuso ) che noi ne facciamo al giorno d’oggi.